Si chiama La Stampa Academy (www.lastampa.it/academy) ed è il laboratorio di giornalismo d’innovazione presentato oggi da La Stampa in collaborazione con Google. Un’iniziativa che ha l’obiettivo duplice di fare formazione sui temi del data journalism e sperimentare la collaborazione tra figure professionali diverse per la realizzazione di contenuti giornalistici innovativi.

Con La Stampa Academy nasce uno spazio gratuito di addestramento al data-driven journalism e al visual journalism, abilitato dal laboratorio giornalistico di La Stampa e dall’esperienza e dalle soluzioni sviluppate da Google. La collaborazione tra La Stampa e Google vuole favorire la nascita di start up di giornalismo digitale, in un momento di difficoltà del settore.

«L’Academy è un nuovo passo che La Stampa compie sul cammino dell’innovazione nel giornalismo”, ha spiegato Mario Calabresi, direttore de La Stampa. “Il progetto nasce nell’ambito del MediaLab, il laboratorio che abbiamo realizzato per sperimentare le nuove modalità di raccontare il mondo, che negli ultimi mesi si è arricchito anche con l’arrivo della nostra innovativa Web Car. Il giornalismo di qualità come quello de La Stampa deve aprirsi alle contaminazioni positive che arrivano dal mondo digitale. E le redazioni possono diventare incubatori per startup, che collaborino con noi a inventare il giornalismo di domani.»

«In Google crediamo che ci possa essere un futuro brillante per il giornalismo, un futuro che ruota intorno alla possibilità di utilizzare al meglio le nuove tecnologie per fare informazione», ha aggiuntoSimona Panseri, Direttore Comunicazione & Public Affairs di Google in Italia. «Da questa convinzione nasce la partnership con La Stampa per un progetto tutto italiano, che ci vede a fianco di un importante giornale per puntare sulla formazione come chiave di collaborazione.»

Come funziona 

La Stampa Academy si rivolge a studenti di giornalismo, ingegneria informatica, design, oltre ad addetti ai lavori post-laurea (con non più di 5 anni dalla laurea), che saranno chiamati a lavorare in gruppo per la realizzazione di progetti multimediali. La componente di formazione di questo progetto viaggerà su due binari paralleli, nell’ottica di un approccio moderno e digitale: quello fisico, presso la sede de La Stampa a Torino, e quello virtuale, online su Google+ in Hangout. Il corso è gratuito.

La “faculty” sarà di alto profilo. A offrire e condividere la loro esperienza saranno, oltre a giornalisti de La Stampa, un esperto di data journalism come Guido Romeo (che parlerà di “storie che solo i dati possono raccontare”, un’iniziativa in collaborazione con Wired.it) e un’autorità nel campo dell’infografica e del visual journalism come Paolo Conti (Visiwa).

Gianni Riotta, editorialista de La Stampa e il professor Alessandro Chessa dell’IMT Institute for Advanced Studies di Lucca, affronteranno gli scenari che lo studio dei Big Data apre al giornalismo.

Il quotidiano britannico The Guardian sarà una case history da raccontare, in collaborazione con la redazione di Londra. Sono poi previsti collegamenti con il quartier generale di Google a Mountain View e con Google Italia, per approfondire l’uso delle varie piattaforme e degli strumenti di Google per i media. Le informazioni di base per creare una start-up e i temi della privacy saranno discussi a cura di“Dott.A.Giuffrè Editore S.p.A.” e “Fisco Più”

Per iscriversi, gli utenti devono possedere un profilo Google+ e chiedere di entrare nella community “La Stampa Academy”. Una volta accettato dall’amministratore della community, l’utente dovrà inviare un messaggio privato a “La Stampa Academy” indicando il team con il quale accedere alla fase II. Laddove ci fossero partecipanti che non hanno un team, sarà cura degli amministratori formare eventuali gruppi.

La prima fase prenderà il via a metà gennaio 2014 e durerà fino a fine febbraio. Al termine inizierà la seconda fase, con l’obiettivo di selezionare tre team che avranno la possibilità di sviluppare progetti di data journalism per La Stampa. I progetti saranno remunerati sulla base di budget prestabiliti, andranno a far parte del MediaLab e saranno pubblicati sul sito e/o sul giornale. (fonte: lastampa.it)

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