Internet non sarà più parte del mondo, internet sarà il mondo. Non si tratta di una profezia: è già realtà. L’uso sempre più interattivo dei social network da parte degli utenti, i dispositivi e smartphon di nuova generazione, i miglioramenti grafici e contenutistici, ma soprattutto le nuove tecnologie che permettono di ridurre notevolmente il “digital divide” (cresce il numero di società in grado di fornire internet veloce ovunque e a basso costo), porteranno sempre più utenti a considerare “la rete” come lo spazio di vita quotidiano. I social network diventeranno, cioè, sempre più strumenti abituali per la formazione, lo scambio di idee, il confronto professionale e l’informazione. I numeri attuali degli utenti che abitualmente usano internet è destinato a crescere anche nei prossimi anni. Oltre l’11 per cento della popolazione mondiale usa quotidianamente i social network, in media 23 minuti al giorno. La percentuale sale se si è in possesso di una smartphon. Gli utenti sono in maggioranza donne: 55% (gli uomini 44%). Nei prossimi mesi aumenterà anche il numero dei social network. A dieci anni dalla nascita dei primi “esperimenti social” sul web (MySpace è nato nel 2003 negli Usa, Facebook nel 2005, Twitter nel 2006), oggi se ne contano più di 200, tra quelli più seguiti. Facebook supera tutti, avendo anche annunciato recentemente di aver raggiunto il miliardo di iscritti. Il 57% sono donne, 43% uomini. La maggior parte ha un diploma di laurea e una cultura media superiore. Il 45% ha un’età superiore ai 45 anni, il 40% tra i 24 e i 44 anni, mentre la restante parte degli utenti è al di sotto dei 24. Twitter viaggia sui 127 milioni di utenti: 50% donne, 41% uomini. Il 59% degli utenti ha un diploma di laurea, mentre l’età degli iscritti è equamente divisa tra tutte le categorie. Linkedin, con i suoi 150 milioni di iscritti, è il social network con la maggiore percentuale di persone colte (l’87%). La popolazione media supera i 35 anni. Uomini e donne sono equamente suddivisi. Sono circa 90 milioni, invece, gli utenti iscritti a Google+ (71 per cento uomini). Il 71% non supera i 34 anni. Tra i social network più seguiti, si segnala anche Pinterest. L’82% degli utenti è composto da donne. L’età oscilla dai 25 ai 45 anni, mentre l’86% ha una cultura medio alta. Ma i numeri dei social network sono destinati ad aumentare perché cambierà nei prossimi anni anche la percezione dell’uso che gli utenti fanno di essi: meno luoghi virtuali di svago e più strumenti di vita reale per il lavoro, lo studio, la formazione, il commercio, la comunicazione e l’informazione. Salirà anche la percentuale di utenti che è disposta a riconoscere ai social network una funzione determinante nel mondo dell’informazione. Il passaggio dai social network ai social media è già realtà, ma sta crescendo la cultura digitale degli utenti, sempre più propensi a usare questi strumenti, non solo per comunicare con i propri amici, ma anche al mondo: fatti, avvenimenti, condividere news, video, foto, ecc. La crescita della cultura digitale, a livello globale, porterà gli utenti della rete ad avere una consapevolezza diversa dell’uso dei social network/social media. Gli utenti diventeranno sempre più soggetti attivi dei processi di comunicazione e informazione ondine e i “media tradizionali” aumenteranno la “caccia” al numero di follower e iscritti per acquisire maggiori quote del nuovo mercato. Si svilupperanno sempre più figure e profili lavorativi nuovi nel campo dell’editoria online e dei nuovi media come il social media editor e il social media manager, capaci di gestire flussi d’informazione sui nuovi strumenti, alimentare dibattiti e confronti tra gli utenti, scrivere e condividere news sulle varie piattaforme web. Crescerà anche una maggiore consapevolezza “social” fra gli utenti che tenderanno a sentirsi parte integranti di vere e proprie community, non più virtuali, ma reali. La scuola e le università saranno parte integrante di questo processo con una sempre maggiore presenza sui social network attraverso corsi e attività di formazione. Un web di questo tipo non può che contenere alcuni elementi caratterizzanti che diventeranno sempre più ricercati in rete. I profili personali, le fan page, i blog, i portali e tutto ciò che viaggerà sulla rete sarà sempre più soggetto a una “dura selezione” da parte dell’utente che cercherà la “referenza”, la “professionalizzazione”, la “comunicazione eticamente efficace”. L’utente cerchèrà sempre di più la qualità del prodotto/servizio/messaggio. Si assottiglia notevolmente la distanza tra utente ed erogatore di servizi. L’antico motto del “Come in alto così in basso” (quello che accade in ogni luogo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande è soggetto alle stesse regole) si trasferirà anche alla rete dove utente e fornitore di servizi/prodotti/notizie parleranno la stessa lingua con l’obiettivo di una “soddisfazione reciproca”. Quest’ultimo, è uno dei concetti ripresi dal web 3.0. Non sarà più qualcuno a parlare e qualcun altro a recepire il messaggio e a rispondere, ma toccherà ad entrambi comunicare quasi allo stesso livello. In pratica, non ci sarà più differenza tra “alto e basso”. gl

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