Stimolare il mercato digitale nel bacino del Mediterraneo, mettendo in comune e armonizzando il patrimonio di dati e di informazioni prodotte, raccolte e finanziate dagli enti pubblici.
E’ l’obiettivo del progetto europeo Homer (Harmonising Open data in the Mediterranean through better access and Reuse of public sector information), avviato ad aprile scorso con l’obiettivo di creare sviluppo economico e sociale riducendo il digital divide presentato a Bologna.

HOMER. Del team di Homer – finanziato dal programma transnazionale di cooperazione territoriale europea Med – fanno parte sette nazioni della sponda mediterranea europea (Italia, Spagna, Francia, Grecia, Malta, Cipro, Slovenia) ed un paese in pre-adesione (Montenegro). Per l’Italia partecipano: Piemonte (leader dell’intero progetto), Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna. Un network che per tre anni, tale è la durata di Homer, svilupperà una strategia congiunta per armonizzare, liberare e federare il patrimonio digitale detenuto dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali nel Mediterraneo.
Il tutto attraverso i cosiddetti “open data”, le informazioni della pubblica amministrazioni rilasciate in formato aperto e riusabile, la cui condivisione ed armonizzazione, in un’ottica federata, potrà aumentare la conoscenza dei dati perché maggiormente ricercabili, ritracciabili e riutilizzabili.

A BOLOGNA. I partner di Homer si ritrovano a Bologna, ospiti della Regione Emilia-Romagna, per una due giorni (28 e 29 novembre) di workshop e attività di comunicazione. I lavori avranno come temi gli aspetti legali associati ai dati, il loro riutilizzo e re-distribuzione e la definizione di un protocollo di collaborazione, condiviso e concordato tra tutti i partecipanti che permetta di avere portali di accesso con standard tecnologici e le licenze di distribuzione comuni e armonizzate.
Un’attività che porterà il risultato sperato verso la condivisione e armonizzazione del patrimonio dati fra i diversi stati membri, e che sarà un’ottima palestra ed esempio per la Commissione, che guarda con un occhio attento i risultati di questo importante progetto.

Homer è in linea con le azioni principali della strategia digitale europea in materia di dati aperti, per la quale la Commissione ha investito nel triennio 2011-2013 cento milioni di euro. La Commissione inoltre ha in agenda l’aggiornamento della direttiva del 2003 sul riutilizzo dei dati pubblici e la realizzazione, entro il 2013, di due portali web, il primo attualmente con i dati prodotti dalla Commissione stessa e dai diversi organismi comunitari, mentre il secondo di respiro paneuropeo che diventerà la porta di accesso ai diversi dataset messi a disposizione dai Paesi membri.

Le dichiarazioni
“Negli ultimi dieci anni la Regione Emilia-Romagna ha investito dapprima in infrastrutture hardware e software, poi in e-government, ed infine in quell’ampia gamma di interventi che oggi vanno sotto il nome di “società dell’informazione – spiega l’assessore alle Reti di infrastrutture materiali e immateriali Alfredo Peri – Si tratta di processi e modalità nuove per porre l’utente, cittadini e imprese, al centro dell’azione della pubblica amministrazione. Gli obiettivi del progetto Homer traducono, a livello europeo, quelli che sono gli intenti del Piano Telematico della Regione Emilia-Romagna, la nostra Agenda Digitale. In particolare, quello che abbiamo definito diritto di accesso ai dati per cui s’intende sia interventi strategici in materia di open data, quindi a favore della trasparenza e messa a valore di dati detenuti, gestiti e mantenuti dalle pubbliche amministrazioni, sia azioni a favore dell’integrazione e interscambio fra enti di tali preziose informazioni”.

“In momenti come quelli attuali – sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico e all’Innovazione della Regione Piemonte Massimo Giordano – la scelta di mettere a disposizione il patrimonio informativo pubblico, può essere il migliore stimolo per creare valore aggiunto, veicolare innovazione, incoraggiare la crescita per la ripresa e contribuire a creare le condizioni per nuovi posti di lavoro, soprattutto per le generazioni più giovani”.
“Crediamo che l’obiettivo di rendere i dati più facilmente ricercabili, rintracciabili e utilizzabili anche in un’ottica di integrazione con dati analoghi di altri paesi e regioni sia un’occasione alla quale non possiamo mancare – dice Marino Zorzato, assessore al Sistema informatico ed e-government della Regione Veneto – L’idea è quella di federare i portali di Open Data e dare la possibilità alle aziende più innovative dei nostri territori di sfruttare questo immenso tesoro pubblico per “accendere l’economia digitale”: accompagnare il Veneto nel futuro, e cioè diventare una “società digitale” fa parte del nostro programma di interventi”.

“Da tempo siamo impegnati nel miglioramento dei processi di comunicazione verso cittadini e imprese con l’obiettivo ultimo di rendere disponibili i dati della pubblica amministrazione al fine di garantire trasparenza, partecipazione alle decisioni e ricadute economiche – aggiunge Mario Floris, assessore agli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione Sardegna – Il progetto Homer risulta quindi di grande interesse, e in particolare la Sardegna avrà la responsabilità di gettare le basi della rete di contatti nella sponda sud del Mediterraneo”. (WWW.ROMAGNAGAZZETTE.COM)

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